AIUTO, CHE STRESS! Che cos’è e come combatterlo

Cominciamo con il chiederci: che cos’è lo stress? Cosa significa essere stressati? Quali eventi lo provocano?

Per definizione lo stress è considerato come una “risposta non specifica dell’organismo a uno stimolo negativo, noto anche come “stressor” (Selye, 1936).

Allora possiamo chiederci: quali sono gli stimoli negativi che provocano questo tanto temuto stress?

Molto probabilmente ognuno di noi darà una risposta diversa a questa domanda. Questo succede perché non è possibile individuare delle situazioni ed etichettarle come “negative” poiché ciascuno di noi considera degli eventi più o meno negativi, in base al suo modo di vederli e considerarli in quel periodo della sua vita.

Possiamo dire però che ci sono degli avvenimenti che generalmente possono essere considerati come ‘stressanti’, riferendoci a quelli che provocano un cambiamento: cambio di lavoro, cambio di casa, passaggio da una condizione di vita ad un’altra, arrivo di un figlio, nuove responsabilità, ecc…

La reazione di stress è quindi una reazione fisiologicamente utile in quanto adattiva perché il nostro organismo reagisce a delle modificazioni esterne; può però diventare una condizione rischiosa (e in alcuni casi patologica) se gli stressor agiscono con particolare intensità e per periodi di tempo prolungati.

È il caso delle situazioni quotidiane in cui il cambiamento è minimo ma possono provocare stati di malessere intenso, proprio perché le emozioni negative connesse a tali piccoli cambiamenti sono vissute ogni giorno e la persona che le vive è continuamente “minacciata” da esse ed esposta di frequente a tali eventi. Questo tipo di situazioni sono potenzialmente più pericolose dei grandi cambiamenti.

Le varie situazioni quindi possono essere definite come “potenzialmente stressanti” e non essere catalogate tra “le situazioni stressanti” poiché è la valutazione soggettiva di ognuno di noi a definirle ‘pericolose’ o meno. Un evento che genera dei mutamenti nella nostre vite potrebbe essere stressante (in un continuum da 0 a 100) per una persona 100 e per un’altra 20. Facciamo un esempio pratico: cambio di casa e conseguente trasloco.

Questo stesso evento potrebbe essere stressante 100 e generare molte difficoltà per una persona poco flessibile, che vive i cambiamenti come eventi particolarmente faticosi da accettare, incline alle preoccupazioni e tendenzialmente negativa (“oddio sicuramente ci saranno problemi con la ditta dei traslochi, mi rovineranno tutti i mobili! Il tempo si prolungherà e non riuscirò a trasferirmi nei termini concordati”). Ma potrebbe essere giudicato stressante 20 da una persona che invece si adatta facilmente alle situazioni, ha buone capacità di problem solving e ha una visione più ottimistica delle situazioni e della vita (“in due settimane sarà finito tutto. Sarà faticoso, ma non vedo l’ora di sistemare tutto nella nuova casa che sarà perfetta!”). Una considerazione da fare è quella relativa ad una persona che valuta l’evento stressante pari a 0, che potrebbe in un certo senso non riconoscere come stressante tale situazione (e fare quindi una considerazione del tipo: “sì sto traslocando ma per me non è nessun problema, non importa se in casa ho solo il letto, mi trovo benissimo così”!) e avere delle ripercussioni più sul piano somatico (per esempio iniziare ad avere mal di stomaco) e non collegarle a tale evento, a causa di una difficoltà nel riconoscere le proprie emozioni. È importante accogliere il cambiamento piuttosto che negarlo ed essere pronti ad accettare di vivere anche un momento di stress.

Quello che risulta evidente è quindi come non sia la situazione in sé ad essere fonte di stress, ma piuttosto la valutazione che ognuno di noi fa di quella circostanza. Sono i nostri pensieri (e di conseguenza le emozioni che ne scaturiscono) a generare più o meno stress.

Sulla base di queste considerazioni, possiamo trarre dei suggerimenti su come affrontare questi periodi definiti appunto ‘stressanti’:

Soffermarsi a considerare la valutazione che stiamo facendo della situazione che ci si presenta (nel caso del trasloco, riconoscere che stiamo dando un giudizio negativo e catastrofico dell’evento e che questo genera emozioni negative e spiacevoli, oppure che stiamo negando la presenza di normali difficoltà).

Accettare che il cambiamento sia parte integrante della vita e degli eventi e smettere di provare ad evitarlo; una buona soluzione può essere piuttosto quella di trovare strategie di adattamento a questi cambiamenti.

Considerare lo stress come qualcosa di normale che non va evitato: possiamo utilizzare le emozioni connesse e sfruttarle in modo positivo trasformandole in nuove energie.

Comprendere la potenza del nostro pensiero: che lo si voglia o no, è proprio lui il creatore della nostra personale realtà. Se io penso che quello che mi succederà sarà negativo, mi rovinerà la vita, sarà difficile, ecc…questo succederà! Avere un atteggiamento mentale positivo significa abituare e allenare la mente a produrre pensieri utili e trovare un punto di vista più efficace alle situazioni della vita.

Riconoscere quando non si riesce a gestire lo stress da soli e si sta andando incontro ad un “esaurimento emotivo”; è molto importante comprendere i segnali di malessere e rivolgersi ad uno specialista della salute mentale per evitare di incorrere in un periodo prolungato di esposizione allo stress che genera degli effetti permanenti a livello psicologico e somatico (indebolendo anche il sistema immunitario).

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