Il cambiamento e la resilienza

-Non esiste evoluzione senza il cambiamento-

Il cambiamento, per definizione, è il mutamento di una situazione/avvenimento improvviso che si trasforma, che diventa diverso da come era precedentemente.

Questo è spesso considerato come qualcosa che fa paura e le ragioni possono essere prevedibili: non siamo abituati e pronti per qualcosa che ci appare sconosciuto e , proprio perché non lo conosciamo, non sappiamo cosa ci potrà riservare. Il cambiamento è quindi qualcosa che ci mette davanti all’ignoto, all’incertezza e si può intuire come sia naturale provare una sensazione di paura e smarrimento davanti a situazioni, eventi, comportamenti che rappresentano un grosso punto interrogativo.

Ciò che rende le esperienze di ciascuno di noi diverse e ne determina le emozioni che ne conseguono, non è tanto la presenza o meno di cambiamenti: essi sono inevitabili e (per fortuna) fanno parte della vita. Sì, per fortuna! Immaginate una vita senza modificazioni, in cui ognuno di noi rimane sempre uguale nonostante l’avanzare dell’età, delle esperienze vissute, degli errori fatti e del bagaglio di esperienze ottenute con il trascorrere degli anni. Sarebbe inverosimile, giusto? Ed è infatti per questo motivo che il cambiamento è presente nelle nostra vite costantemente, ognuno di noi oggi non è la stessa persona che era 10 anni fa. E insieme a noi cambiano anche le relazioni, le situazioni, i legami, le circostanze, ecc..

Quindi quello che cambia nelle esperienze individuali, come abbiamo visto, non è la presenza o meno del cambiamento ma piuttosto come ogni individuo reagisce alla presenza del cambiamento, che ormai sappiamo essere inevitabile.

Avete mai sentito parlare di resilienza? Che cosa si intende con questo termine?

Questa parola viene utilizzata in diversi ambiti e le sue definizioni sono molto significative nei vari contenuti. Andiamo a vedere quali sono:

in ingegneria, la resilienza è la capacità di un materiale di assorbire energia di deformazione elastica

in informatica, la resilienza è la capacità di un sistema di adattarsi alle condizioni d’uso e di resistere all’usura in modo da garantire la disponibilità dei servizi erogati

in ecologia e biologia, la resilienza è la capacità di una materia vivente di autoripararsi dopo un danno, o quella di una comunità o di un sistema ecologico di ritornare al suo stato iniziale, dopo essere stata sottoposta a una perturbazione che ha modificato quello stato

nell’arte la resilienza è la capacità dell’opera di conservare attraverso l’estetica la sua particolarità, nonostante la crescente soggettivazione.

Risulta evidente come questo termine faccia riferimento al concetto di cambiamento e contiene in sé un insegnamento prezioso: la capacità di adattarsi, autoripararsi, modificarsi e conservare delle qualità, dopo un cambiamento esterno.

In psicologia la resilienza è la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. La persona che possiede questa caratteristica reagisce alla sofferenza con tolleranza e, invece, di soccombere o lamentarsi con enfasi amplificando il problema, sfida le difficoltà e trae forza dalla sua impresa direzionando le sue energie verso cambiamenti risolutivi e praticabili.

Chi possiede questa competenza, quindi, è una persona che di fronte alle sfide della vita sa reagire in modo funzionale, non rimanendo succube degli eventi. In un periodo come quello che stiamo attraversando, in cui l’incertezza e la precarietà sembrano diventate condizionali abituali, risulta molto importante riuscire ad avere una visione del mondo “resiliente” per riuscire a controllare lo stress, ridurre la possibilità di insorgenza di stati d’animo negativi e vivere più serenamente.

Premesso che possedere questa capacità di vedere il mondo e fronteggiarlo rende la vita migliore, la riflessione che si può fare riguarda la possibilità o meno di diventare persone più resilienti.

Come posso diventare una persona più resiliente?

Come in tutte le cose, l’allenamento costante è un buon punto di partenza e aiuta in direzione del cambiamento. Quindi si può cominciare partendo dall’incrementare delle “buone abitudini” di pensiero, che aiutano a sviluppare le capacità di adattamento, e potrebbero essere riassunte nei seguenti punti:

accogliere il cambiamento come parte integrante della vita, riflettere ed accettare il fatto che non abbiamo nessun potere sulla possibilità o meno di evitare che le cose intorno a noi cambino. Abbiamo però il potere di decidere come reagire a tali mutamenti. A tal proposito, un detto dice: “Se non è in tuo potere cambiare una situazione che ti crea dolore, potrai sempre escogitare l’atteggiamento con il quale affrontare questa sofferenza” (Viktor Frankl).

avere un ruolo attivo sulle modificazioni esterne: agire direttamente sulle situazioni invece che aspettare le cose migliorino, aumenta la capacità e la percezione di poter risolvere le situazioni complicate

trasformare i pensieri per “trasformare” le emozioni: i pensieri positivi suscitano emozioni positive, aumentando la capacità di rispondere in modo resiliente agli eventi

considerare gli eventi stressanti come passeggeri: la maggior parte delle cose negative che capitano non sono fisse e permanenti e si possono fronteggiare.

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